Simbologia del tatuaggio

Che significato hanno i tatuaggi più comuni?
Da dove ha avuto origine quel simbolo?

Una guida ragionata al significato ed alla Simbologia dei tatuaggi.

 

Un paragrafoAncora
Sicurezza, speranza e salvezza.

L'ancora, a causa della sua grande importanza nella navigazione, era considerata nei tempi antichi come simbolo di salvezza.
Il Cristianesimo adottò l'ancora anche come simbolo di speranza per l'esistenza futura.

La speranza è ancora dello spirito, sicura e ferma.
Sant Ambrosio scriveva: "Come l'ancora gettata in mare protegge la nave dall'essere trascinata via e la tiene salda nella sua posizione, così la speranza tiene salda e rinforza la fede".

Graficamente, nella parte superiore del disegno dell'ancore è individuabile la Tau, simbolo dell'uomo, che con l'aggiunta di un cerchio sulla sommità diviene l'Ankh, la croce ansata egiziana, simbolo della vita. Nella parte inferiore, invece, appare il quarto di luna crescente, simbolo delle acque inferiori, della concavità del Sacro Graal e quindi della donna.

Ankh
Vita, Forza Vitale, Immortalità, Forza dell'Universo
Il significato originario di questo antichissimo simbolo egiziano non è certo.
Si pensa che il disegno combini i simboli del maschio e della femmina (Osiride - La croce e Iside - L'ovale ) e stia a simboleggiare l'unione del cielo e della terra.
Come geroglifico compare comunque sempre associato al concetto di vita / forza vitale.
Con l'andare del tempo, diventa simbolo di vita ed immortalità, dell'universo, della forza della vita, dell'acqua e della terra.
Nelle raffigurazioni spesso le divinità davano la vita toccando il ricevente con il simbolo dell'Ankh che tra l'altro era portato dagli antichi egizi anche come amuleto, da solo o accompagnato dai geroglifici della Forza e della Salute.
La forma di chiave del disegno alimentò anche la credenza che l'Ankh potesse aprire i cancelli dell'Aldilà.
I Cristiani Copti adottarono l'Ankh come simbolo di vita dopo la morte.
Frequentemente compare anche in rituali magici e curiosamente sembra anche l'unione della figura del crocefisso con quella del pesce.
Nell'antica Roma un simbolo molto simile rappresentava la dea Venere ed era associato al ventre femminile.
Lo stesso simbolo è ripreso anche in astrologia (Venere) , in alchimia per rappresentare l'elemento del Rame, ed in biologia per rappresentare il sesso femminile.
L'Ankh e l'Occhio di Horus sono tra i simboli egizi più tatuati.
 

Bastone di Asclepio
Rinascita, Fertilità, Scienze Mediche
Il Bastone di Asclepio è un antico simbolo greco associato alla medicina.

Raffigura un serpente avvolto intorno ad un bastone.

Asclepio era il dio della salute nell'antica Grecia.
Gli antichi Romani lo latinizzarono in Esculapio.

Il Bastone di Asclepio simboleggia le arti mediche:

- il serpente rappresenta la rinascita e la fertilità (poichè è in grado di rigenerare la propria pelle liberandosi di quella vecchia)

- la verga rappresenta lo strumento tramite il quale l'arte viene esercitata.

Alcuni storici pensano che il simbolo rappresentasse originariamente un "verme" attorciliato attorno ad un bastone; vermi parassiti come il "verme della Guinea" (Dracunculus medinensis) erano comuni nei tempi antichi, e si estraevano da sotto la pelle con l'aiuto di un bastoncino al quale si facevano lentamente arrotolare. È possibile che i medici abbiano ideato il disegno del verme attorciliato attorno al bastone per pubblicizzare la loro attività.

Il Bastone di Asclepio (da non confondersi con il Caduceo ) è usato dall' Organizzazione Mondiale della Sanità, come simbolo internazionale di soccorso ed è il simbolo della Associazione Medica Americana.
Un simbolo simile, Nehushtan, è menzionato nella Bibbia per essere stato utilizzato per la guarigione dal morso del serpente.

BioHazard - Rischio Biologico
Rischio Biologico
Il simbolo di rischio biologico (biohazard) è un tatuaggio piuttosto diffuso, in parte per la sua intrigante forma grafica, in parte per quello che rappresenta.

E' riconosciuto, a livello internazionale, come indicatore della presenza di materiale biologicamente pericoloso per gli esseri umani.

Il simbolo fu sviluppato negli anni sessanta dal Gruppo Dow Chemicals Biohazards Research and Development su richiesta del National Cancer Institute (NCI).
Dopo una serie di studi, prove e disegni, si arrivò al simbolo che oggi tutti conosciamo, che soddisfaceva i requisiti fondamentali richiesti:

1) Doveva avere un aspetto che attirasse l'attenzione

2) Doveva avere una forma ben definita e non ambigua

3) Doveva essere di facile riconoscibilità e facile da memorizzare

4) Semplice nel disegno

5) Simmetrico in modo da poter essere di identico aspetto da diverse angolazioni

6) Accettabile da parte di una grande varietà di etnie.

E' ovvio come, nella maggior parte dei casi, questo simbolo viene tatuato con una spiccata valenza ironica.

Caduceo
Pace, equilibrio, condotta esemplare
Narra la leggenda che Mercurio (Hermes), il messaggero degli dei, diede in dono un bastone da Apollo.
Quando questi giunse in Arcadia, gli si pararono davanti due serpenti che lottavano tra loro, allora egli gettò il bastone nel mezzo ed essi si appacificarono.
Da questa leggenda è nato il simbolo del Caduceo, simbolo di pace.

Un caduceo (kerykeion in Greco) è un bastone con due serpenti attorcigliati intorno ad esso.
Nella parte superiore sono posizionate due piccole ali o un elmo alato.

Di origini antichissime (lo troviamo presso gli assiro-babilonesi, nell'antico Egitto, nell'antica Mesopotamia), il caduceo diera un simbolo del commercio ed è associato con il dio greco Hermes.
Presso i latini era portato dagli araldi di pace, che dal simbolo ricevevano anche protezione.
Il nome deriva da caducus, caduco come un ramo staccato dall'albero.

Viene spesso confuso con il Bastone di Asclepio, associando il caduceo con la medicina, specialmente negli Stati Uniti, ma nella storia i due simboli ebbero significati diversi.
Il simbolo è adottato in Italia dall'Ordine dei Farmacisti.

Secondo alcuni autori, sia il bastone di Asclepio, con un serpente attorcigliato, sia il caduceo di Hermes, con due serpenti, deriverebbero da un antico metodo, ancora valido, di estrazione dai tessuti sottocutanei, per arrotolamento su un bastoncino, della femmina adulta di Dracunculus Medinensis ( verme rotondo della Guinea. Il nome dracunculus deriva dal latino per "piccolo drago" ).

Il caduceo è anche considerato simbolo dell'equilibrio morale e della condotta esemplare:

- il bastone è metafora del potere

- i due serpenti della sapienza

- le ali della diligenza

- l'elmo di nobili pensieri.

Cane
Fedeltà, lealtà, protezione e custodia
Il cane, discendente del lupo, è da tempi antichissimi fedele amico dell'uomo, sempre pronto ad accorrere in aiuto del padrone, per il quale è disposto a rinunciare anche alla propria vita.

Quasi sempre il cane è quindi simbolo positivo, rappresenta lealtà e fedeltà, è protettore e custode per eccellenza.

Nella mitologia, quando Ulisse torna in patria, il fedele cane Argo è l'unico a riconoscerlo, prima di morire.

Nella Divina Commedia di Dante, a guardia delle porte degli inferi troviamo un cane a tre teste.

Gli antichi romani amavano molto i cani, di questo periodo è infatti il celebre motto "Cave Canem": Attenti al Cane.

Presso gli antichi egizi il cane era animale sacro ( il dio Anubi aveva la testa di un cane, presiedeva alle cerimonie funebri e custodiva il defunto ) e come il gatto aveva l'onore di essere mummificato dopo la morte.

Ciliegia
Perdita dell'Innocenza, Bellezza, Amore, Passione
La ciliegia (spesso rappresentata in coppia, come si presenta in natura), rossa, piena e succosa, si carica di valenze sessuali e rappresenta metaforicamente la purezza e la castità che vengono perdute quando il frutto viene colto dal ramo.

In particolare, l'immagine di una ciliegia che viene assaggiata rappresenta metaforicamente la perdita della verginità e dell'innocenza.

Una ciliegia tra le fiamme rappresenta invece un desiderio travolgente ... impossibile da sopprimere
 

Claddagh.Amicizia, Lealtà, Amore

Il Claddagh è un simbolo di origine irlandese che rappresenta l'amicizia, la lealtà e l'amore.

Sull'origine del simbolo esistono diverse storie...una di queste racconta di un Principe che si innamorò di una semplice popolana.

Per convincere il padre della giovane che i suoi sentimenti erano genuini, e che non aveva intenzione di prendersi gioco di lei, il Principe fece forgiare un anello dove erano raffigurate 2 mani a rappresentare l'amicizia, una corona a simboleggiare la sua devozione, ed un cuore come segno d'amore.

Si propose alla fanciulla con questo anello, ed il padre, dopo aver ascoltato la spiegazione del simbolismo celato nell'oggetto, diede la sua benedizione per il matrimonio.

Il cuore simboleggia l'Amore, il sentimento più profondo dell'uomo. Da esso fluiscono compassione e generosità.

La corona simboleggia la lealtà, frutto dell'Amore, della più alta emanazione dello spirito umano.

Le mani dell'amicizia sorreggono il cuore con delicatezza, nell'atto di donarlo, ma sono allo stesso tempo forti e protettive, come l'amicizia.

Il Corvo    Messaggero degli Dei, Lato Oscuro
Il Corvo viene spesso utilizzato come metafora del lato oscuro della psiche umana, assumendo quindi una valenza negativa.

Come per ogni simbolo che si rispetti, però, a fare da controaltare a questa veduta ci sono numerose altre interpretazioni.

In Cina ed in Giappone il corvo simboleggia l'affetto familiare, e nella mitologia i tengu, spiriti dispettosi ma anche saggi e dispensatori di insegnamenti, assumono spesso l'aspetto di corvi quando si avvicinano agli umani.
E' curioso notare come anche le popolazioni della costa nordoccidentale del Pacifico avessero una concezione del Corvo molto simile a quella giapponese del tengu.
Anche in questo caso il noto rapace è una creatura dai poteri sovrannaturali, dotata della capacità di trasformarsi, dispettosa ed ingannevole ma alla fine dispensatrice di insegnamenti ed artefice della pioggia e della pesca del salmone.


Nella Bibbia il corvo rappresenta la chiaroveggenza.
Nella tradizione nordica assume il ruolo di messaggero degli dei, ed al pari delle Valchirie ha il compito di accompagnare le anime dei defunti nell'aldilà (e sulla scia di questa credenza si sviluppa il famoso film cult The Crow, interpretato da Brandon Lee).

Simbolo della famiglia imperiale, pace, nobiltà (d'animo) e longevità.
Il crisantemo Giapponese è un fiore molto importante nella società nipponica, esso rappresenta quattro punti cardini della cultura del sol levante, diversamente da quello che può rappresentare in una società come la nostra, considerando che da noi non è altro che "il fiore dei morti!" Per capire l'importanza di tale splendido e molto complesso fiore basta spostarsi a Tokyo (capitale del Giappone) e più precisamente nel tempio shintoista di Yasukuni, dove troverete il crisantemo stilizzato a sedici petali intarsiato nel legno, nella pietra e negli stendardi all'ingresso del tempio stesso.
La sua origine pare risalga all’ottantaduesimo imperatore, Gotoba Tenno (1183-1198), che amava molto il crisantemo e lo adottò come emblema sui suoi abiti e sui suoi beni. Sicuramente non è un fiore di origine Giapponese, ma cinese. In cina viene coltivato fin da tempi antichissimi e da sempre molto ben apprezzato anche se subordinato alla più stimata PEONIA, si pensa che diventò predominante nel periodo della dinastia Sung meridionale (1127-1279).
Ritornando al sol levante, possiamo ancora aggiungere che il crisantemo è molto apprezzato dalla nobiltà, sia per la credenza che abbia il potere di allungare la vita, visto che viene spesso usato come pianta medicinale, e poi per i suoi bellissimi fiori da contemplare nelle sue forme e sfumature. Nel periodo Heian ( epoca della storia giappones ecompresa tra l'VIII e il XII secolo (794-1185), che prende il nome dalla capitale del tempo, Heian-kyo, l'attuale Kyōto.) la famiglia imperiale introduce l'usanza tipicamente cinese di bere il sakè lasciando macerare dentro dei petali di crisantemo, questo accadde nel periodo della fioritura, il nono giorno del nono mese del calendario lunare.
Probabilmente per questo motivo il nome del crisantemo (usato anche come nome comune di persona Kiku, piuttosto comune sia nel passato sia ai nostri tempi) e il disegno del fiore compaiono ancor oggi nel logo di una famosissima marca di sakè.
 


La Croce di Malta è uno di quei simboli che, nel corso della storia, ha avuto momenti di popolarità e momenti di completa eclissi.
E' anche uno di quei simboli che, con l'andare del tempo, ha assunto significati diversi.

Il nome deriva dall'isola di Malta e, nello specifico, dall'Ordine di San Giovanni (divenuto poi Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta ).

L'Ordine di San Giovanni Battista venne fondato a Gerusalemme nel 1099 dalle armate della Prima Crociata, come comunità monastica dedita al soccorso medico ai pellegrini in terra santa.
In un secondo tempo assunse anche a funzione militare per proteggere i malati e le terre conquistate.
Fu Fra Raimondo, secondo capo dell'Ordine, ad introdurre la croce bianca su fondo rosso, il simbolo che viene adottato ancora oggi.

Il fatto che la Croce di Malta si sia diffusa velocemente è testimoniata anche dalla "Angby Stone", una pietra dell'XI° Secolo trovata in Svezia, dove la Croce di Malta compare al centro, circondata da due serpenti che si attorcigliano tra loro e da delle rune.

Nel tatuaggio, è diffusa la Croce di Malta nella forma che divenne popolare nella sua variante usata come decorazione per le milizie europee.

Frederick William III, re di Prussia, istituì l'uso della Croce di Ferro nel 1813 ( Croce di Malta di ferro con bordo in argento ).

Per oltre cento anni, durante i periodi di guerra, la Croce di Ferro venne usata da molti capi tra i quali il più tristemente famoso è certamente Adolf Hitler.
Hitler deliberò che la croce fosse conferita per meriti di coraggio e di capacità strategica di fronte al nemico.

Indipendentemente da tutto, comunque, la Croce di Malta deve parte del suo successo alla piacevole simmetricità della grafica che la contraddistingue, caratteristica che le ha aperto facilmente le porte nel mondo del Tattoo.

Il simbolo religioso della croce russa fu usato per la prima volta dagli artisti bizantini.

La barra più corta subito sopra quella principale rappresenta l’iscrizione INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum) posta da Pilato sulla croce di Gesù Cristo.

La piccola diagonale in basso invece rimane in parte avvolta dal mistero, le sue origini si sono infatti perse nei meandri della storia.

Le interpretazioni più plausibili comunque sono le seguenti:

- Rappresenta la trave dove Gesù appoggiava i piedi, inclinata in seguito al terremoto verificatosi nel momento del trapasso.

- Rappresenta la trave dove Gesù appoggiava i piedi, uno dei quali era più in alto dell’altro.

- Rappresenta il ladro che era crocefisso alla sua destra e che ascese con lui al regno dei Cieli.

- Rappresenta il principale Santo venerato in Russia, Sant’Andrea, che venne crocefisso su di una croce a x ( la celebre Croce di Sant’Andrea ).

Amore

Il tatuaggio del cuore è indubbiamente uno dei più popolari.

Oggi gli innamorati usano tatuarsi un cuore per simboleggiare il loro amore (spesso riportando anche il nome dell'oggetto dei propri sentimenti), ma è bene ricordare che questo tipo di associazione (cuore-amore) non esisteva prima dell'avvento di un certo filone di poesia medioevale.

Per gli Egiziani, il cuore simboleggiava l'intelletto e la volontà umana.
Per gli Aztechi il sole avrebbe perso energia se non fosse stato alimentato dal periodico sacrificio di cuori umani alle divinità.
Ci sono poi altre varianti moderne a questo simbolo ... ad esempio il Sacro Cuore ... popolare tra le persone di fede e apripista del tatuaggio religioso, il cuore celtico che nei tattoo viene rivisto in accattivanti interpretazioni moderne, al pari di quello in chiave tribale di sicuro impatto visivo.
Cuori spezzati e sanguinanti invece simboleggiano amori che sono finiti male...perchè come si usa dire negli States ... se l'amore è eterno, un tatuaggio dura comunque sei mesi di più ...

Gentilezza, Giocosità, Guida, Intelligenza, Comunicazione

I delfini sono conosciuti per la loro intelligenza, gentilezza e giocosità.
All'interno della comunità si proteggono l'un l'altro e vivono in armonia tra loro e con i loro vicini.
Hanno un linguaggio tutto loro e con tale linguaggio comunicano con i simili e con le altre creature. Sono vivaci e giocosi e possono sicuramente darci una grande lezione riguardo al vivere la vita in nome dell'amore e della gioia.

Porta un delfino con te quando hai bisogno di equilibrio, gioia e libertà.

Il delfino è animale tradizionalmente caro agli uomini del Mediterraneo, che da tempo immemorabile considerano il piccolo cetaceo amico dell’uomo e dei bambini. Per gli antichi Greci era simbolo di divinità e di saggezza; presso i Cretesi, si credeva che, quando un uomo moriva, la sua anima venisse scortata nell'aldilà da un gruppo di delfini.

I marinai di tutto il mondo vedono il delfino come un simbolo di protezione e di guida, considerato che non di rado branchi di delfini scortano giocosamente le navi in viaggio...e soprattutto non di rado questi meravigliosi mammiferi hanno difeso uomini caduti in mare dalle fauci degli squali...
 

Malizia, urgente desiderio sessuale.

Il diavoletto rappresenta la componente impulsiva del portatore, con particolare attenzione all'aspetto malizioso/sessuale.
Spesso, al posto dl diavoletto, troviamo una diavolessa-pin up in posa provocante, a rendere ancora più esplicito il messaggio.

Forza, potere. Domina il fuoco e l'aria.
Per secoli, il dragone è apparso in centinaia di racconti in tutto il mondo, temuto da alcuni e venerato da altri.
Nell'Europa Medioevale, il drago era una creatura sputafuoco malvagia, la cui ferocia terrorizzava le popolazioni.
In Asia, al contrario, era una creatura mitologica a lungo venerata per la sua potenza, la sua fine intelligenza e la sua benevolenza.
In Cina si distinguono diversi tipi di Drago.

Il Drago con le corna è considerato il più potente.
Il Drago Celestiale sorregge i cieli e difende le divinità.
Il Drago di Terra domina sulla Terra tutta.
Il Drago Spirituale controlla vento e pioggia.
Il Drago del Tesoro protegge oro e gioielli.
Il Drago Alato è l'unico ad avere ali.
Il Drago Rotolante abita gli oceani.
Il Drago Giallo è privo di corna e possiede una cultura immensa.

Il Drago è anche l'animale piu' potente dell'Oroscopo Cinese: intelligente, tenace e soprattutto determinato a raggiungere il proprio fine con ogni mezzo.
 

La farfalla è uno degli insetti più tatuati al mondo. Il suo evolvere da bruco a farfalla e la breve durata della sua esistenza la rendono metafora del cambiamento, della rinascita, dell'evoluzione, della fugacità della vita (...e della bellezza).

Simboleggia anche la leggerezza, la libertà, la vita dopo la morte.

Molte sono le culture che attribuiscono alle farfalle diversi significati.
A titolo di esempio:

- In Germania la comparsa di una farfalla è presagio di nascite in arrivo.

- Per i Maya le farfalle erano spiriti dei defunti che tornavano sulla terra.

- In Pensilvania una farfalla che si adagia su un tronco d'albero preannuncia la venuta della pioggia.

- Per alcune tribu messicane le farfalle sono simbolo di abbondanza e buon auspicio per le raccolte estive.

- Strano a dirsi in alcune culture la farfalla simboleggia la strega, come la strega è infatti capace di trasformarsi e mutare aspetto.

- Simbolo di grazia femminile, la farfalla ricorre nelle illustrazioni ad aggiungere un tocco di femminilità...
 

Fantasia, Poteri Magici

Le Fatine nell'universo Tattoo assomigliano a volte a delle pin-up, ma molto più spesso appaiono nella loro forma mistica ed effimera di creature alate...provenienti dal mondo magico.

La Fata rappresenta la nostra capacità di pensare ed immaginare mondi fantastici, di abbellire e dare più colore a tutto ciò che ci circonda con l'aiuto della fantasia.
 

Rinascita
Probabilmente il volatile più famoso della mitologia ed uno dei soggetti più frequenti nel tatuaggio.
La Fenice era conosciuta nell'antico Egitto, in Grecia, in Cina e nel Medio Oriente, nota per il suo splendore e per la sua immortalità che le derivava dal fatto di poter rinascere dalle proprie ceneri.
Il nome deriva da un termine greco che significa "rosso", il colore del fuoco.
Secondo gli antichi Egiziani la fenice, Benu, come era chiamata, era manifestazione del Dio del Sole e compariva sulla terra una volta ogni 500 anni.
Nell'antica Cina, l'uccello del Feng-Huang poteva armonizzare yin e yang ed era simbolo dell'unione.
Nella Roma antica, la Fenice era rappresentata sulle monete a simboleggiare la resistenza e la potenza dell'Impero.
Secondo il mito, quando la Fenice sentiva che il momento della morte era vicino, costruiva un nido dei ramoscelli aromatici in cui si lasciava bruciare, innescando l'incendio tramite il calore del proprio corpo...salvo poi rinascere dalle ceneri stesse dopo 3 giorni.
E' simbolo non solo dell'anima immortale e della resurrezione, ma anche di trionfo e di rinascita a nuova vita (o ad un nuovo stile di vita).
 

Il fulmine o folgore o saetta è una scarica elettrica di grandi dimensioni che avviene nell'atmosfera, che si instaura fra due corpi con una grande differenza di potenziale elettrico.
Pochi fenomeni in natura sono spettacolari come i fulmini...straordinarie scariche di energia che attraversano il cielo illuminandolo per un attimo accompagnate nell'immediatezza dal tipico, minaccioso rumore del tuono.

Nell'antichità gli uomini pensavano che i fulmini fossero armi degli dei, anche a causa degli effetti della loro potenza...alberi che si squarciavano prendendo fuoco...rocce che esplodevano e nei casi più nefasti persone che rimanevano uccise.

Per i Greci i fulmini erano impugnati e lanciati dal potente Zeus, il padre di tutti gli dei, a capo del Monte Olimpo.
La saetta era un simbolo di immenso potere, e veniva associato anche alla fertilità visto che spesso il fulmine si accompagna alla pioggia che nutre i raccolti.

Nelle leggende nordiche, Thor è il dio del tuono, e dal suo martello scaturivano fulmini nel momento dell'impatto.

Nella Bibbia il fulmine accompagna l'apparizione di Dio nell'Esodo...a simboleggiare la luce della verità.

Anche il Giappone ha le sue leggende...nelle regioni orientali i fulmini sono prodotti dai draghi dell'aria,a causa del loro movimento attraverso il cielo.

Nei tempi moderni, il disegno del fulmine è simbolo di pericolo in prossimità di corrente ad alto voltaggio.

Il simbolo di un fulmine doppio era usato anche dalla SS germaniche, truppe di elite dell'armata nazista durante la seconda guerra mondiale; lo stesso simbolo è stato riutilizzato da alcuni gruppi bikers per sottolineare il loro stato di outsiders.

Da ultimo, per tutti gli appassionati di comics, non è da dimenticare il fulmine che campeggia sul petto di Flash, supereroe che deve, ad una scarica elettrica, l'acquisizione di superpoteri che gli permettono di muoversi alla velocità del fulmine...
 

Buon Auspicio, Prosperità, Fortuna
Ganesha è il nome del dio indù che ha testa di elefante e che viene venerato come Signore del Buon Auspicio che dona prosperità e fortuna, il Distruttore degli Ostacoli di ordine materiale o spirituale.

Figlio primogenito di Shiva e Parvati, viene raffigurato con una testa di elefante provvista di una sola zanna, ventre pronunciato e quattro braccia, mentre cavalca o viene servito da un topo, suo veicolo.
Spesso è rappresentato seduto, con una gamba sollevata da terra e ripiegata sull'altra.

Ganesha è il simbolo di colui che ha scoperto la Divinità in sé stesso, rappresenta il perfetto equilibrio tra energia maschile (Shiva) e femminile (Shakti), ovvero tra forza e dolcezza, tra potenza e bellezza; simboleggia inoltre la capacità discriminativa che permette di distinguere la verità dall'illusione, il reale dall'irreale.

Ogni elemento del corpo di Gaṿeſa ha una sua valenza ed un suo proprio significato:

* la testa d'elefante indica fedeltà, intelligenza e potere discriminante;

* il fatto che abbia una sola zanna (e l'altra spezzata) indica la capacità di superare ogni dualismo;

* le larghe orecchie denotano saggezza, capacità di ascolto e di riflessione sulle verità spirituali;

* la proboscide ricurva sta ad indicare le potenzialità intellettive, che si manifestano nella facoltà di discriminazione tra reale ed irreale;

* sulla fronte ha raffigurato il Tridente (simbolo di ſiva), che simboleggia il Tempo (passato, presente e futuro) ne attribuisce a Gaṿeſa la padronanza;

* il ventre obeso è tale poiché contiene infiniti universi, rappresenta inoltre l'equanimità, la capacità di assimilare qualsiasi esperienza con sereno distacco, senza scomporsi minimamente;

* la gamba che poggia a terra e quella sollevata indicano l'atteggiamento che si dovrebbe assumere partecipando alla realtà materiale e a quella spirituale, ovvero la capacità di vivere nel mondo senza essere del mondo;

* le quattro braccia di GaṿeÅ¿a rappresentano i quattro attributi interiori del corpo sottile, ovvero: mente, intelletto, ego, coscienza condizionata; o in una mano brandisce un'ascia, simbolo della recisione di tutti i desideri, apportatori di sofferenza; o nella seconda mano stringe un lazo, simbolo della forza che lega il devoto all'eterna beatitudine del Sé; o la terza mano, rivolta al devoto, è in un atto di benedizione (abhaya); o la quarta mano tiene un fiore di loto (padma), che simboleggia la più alta meta dell'evoluzione umana.

Adattabilità, Capacità di Sopravvivenza e di Rigenerazione
Per alcune culture aborigene il Geko rappresenta l'adattabilità, la rigenerazione, la forza e la capacità di sopravvivenza.

Insegna all'uomo che per sopravvivere bisogna essere in grado di adattarsi ad ogni situazione e trovare sempre la forza di andare avanti anche quando tutto sembra volerci ostacolare.

In Polinesia si attribuiscono al Geko poteri sovrannaturali, ed è spesso visto con una certa dose di reverenziale timore.
Un Geko verde che sembra ridere al tuo cospetto è presagio di sfortuna o malattia.

Come la tartaruga, anche il Geko spesso è visto come un animale che fa da tramite tra vita terrena e vita ultraterrena.

Jolly Roger è la bandiera tradizionale dei pirati, raffigurata come un teschio bianco sovrastante due ossa incrociate in campo nero, ma esistono molte varianti e simboli addizionali sulle bandiere usate dai pirati.

Calico Jack Rackham e Thomas Tew usavano una variante con due spade al posto delle ossa.
Edward Teach (noto come "Barbanera") usava uno scheletro che reggeva una clessidra in una mano e una spada o una freccia nell'altra, posto a fianco di un cuore sanguinante.
Bartholomew Roberts noto come Black Bart usava due varianti: un uomo e uno scheletro, che regge una spada o una freccia in una mano e una clessidra o una tazza nell'altra brindando alla morte, oppure un uomo armato in piedi su due teschi sopra le lettere ABH e AMH (un avviso per gli abitanti di Barbados e Martinica che la morte li attendeva).

Scheletri danzanti simboleggiavano che i pirati davano poca importanza al loro destino.

Teoricamente poteva sembrare una cattiva idea avvertire il nemico sventolando la Jolly Roger. Tuttavia, questa tattica può essere considerata una forma primitiva di intimidazione psicologica.
L'obiettivo primario di un pirata era catturare la nave intatta e conservare il suo carico: con una reputazione sufficientemente spaventosa, un pirata che mostrava la Jolly Roger poteva arrivare a intimidire l'avversario e costringerlo alla resa senza nemmeno entrare in combattimento.

Se una nave decideva di resistere all'abbordaggio la Jolly Roger veniva abbassata ed era issata la bandiera rossa, indicando che la conquista sarebbe avvenuta con la forza e senza pietà.
Ovviamente i pirati speravano che questo comportamento diffondesse la convinzione che resistere ad un abbordaggio fosse una pessima idea.

D'altro canto esporre la Jolly Roger troppo presto aveva degli svantaggi: il bersaglio poteva riuscire a fuggire, e le navi da guerra avevano ordine di aprire il fuoco a vista contro ogni nave che portasse il teschio e le ossa.

L'origine del nome "Jolly Roger" non è chiara.

Una teoria vuole che derivi dal francese "jolie rouge", che in inglese venne corrotto in "Jolly Roger".
Questo potrebbe essere verosimile poiché esisteva una serie di "bandiere rosse" che erano temute quanto, se non di più, delle "bandiere nere". L'origine delle bandiere rosse è probabilmente legata al fatto che i corsari inglesi del 1694 usavano una "red jack" su ordine dell'ammiragliato. Quando la guerra di successione spagnola finì, nel 1714, molti corsari si diedero alla pirateria e alcuni mantennero la bandiera rossa, poiché il rosso simboleggia il sangue.

Non importa quanto gli uomini di mare temessero la bandiera nera dei pirati, tutti pregavano di non incontrare mai la jolie rouge. La bandiera rossa dichiarava spavaldamente le intenzioni dei pirati, cioè non dare quartiere. Nessuna vita sarebbe stata risparmiata, nessuno scampo concesso.

Il termine venne successivamente usato per la bandiera nera con teschio e ossa che apparve attorno al 1700.

Esiste un'altra teoria, che usa anch'essa il termine "jolie rouge" come origine del nome.

Apparentemente, un ordine cattolico di feroci monaci guerrieri, conosciuti come "Poveri soldati di Cristo e del Tempio di Salomone", usò per primo la "jolie rouge", la bandiera rossa.
Il legame tra monaci e pirati è fornito dal fatto che i primi lottavano per la loro causa nei mari aperti, divenendo pirati a tutti gli effetti.
All'atto pratico, in combattimento, molti mercanti rimanevano sorpresi quando una nave cambiava la propria bandiera nazionale nella più portentosa Jolly Roger, il che era l'effetto desiderato.

Un'altra teoria propone che il capo di un gruppo di pirati asiatici veniva nominato Ali Raja, "Re del mare", i pirati inglesi si appropriarono del termine e lo modificarono.

Un'ulteriore teoria è che il nome possa derivare dal termine inglese "roger", che significa vagabondo: "Old Roger" era un termine usato per il diavolo.

Nel suo libro "La flotta perduta dei templari. L'origine dei pirati e la battaglia navale segreta contro la flotta del Vaticano" , David Hatcher Childress afferma che il termine fu coniato a partire dal nome del primo uomo ad aver mostrato la bandiera, re Ruggero II di Sicilia (1095-1154). Ruggero era un famoso Templare che ebbe una disputa col Papa in seguito alla conquista della Puglia e di Salerno nel 1127.

Childress dichiara che, molti anni dopo lo scioglimento dell'ordine Templare, una flotta di seguaci dell'Ordine si separò in quattro unità indipendenti e si diede alla pirateria, bersagliando le navi amiche di Roma. La bandiera quindi era un'eredità, e le sue ossa incrociate rappresentavano un chiaro riferimento al logo templare della croce rossa con le estremità ingrossate.

In alcune parlate regionali italiane, la figura del teschio e delle ossa incrociate viene chiamata "morte secca" (in Toscana) o "morte cicca". Tra l'altro viene raffigurata comunemente su confezioni di sostanze pericolose o sui tralicci dell'alta tensione, come segno di pericolo mortale.
 

I kanji sono i caratteri usati nella scrittura giapponese (ma derivati dalla scrittura cinese) in congiunzione con i sillabari hiragana e katakana.
La lettura detta "on" di un kanji deriva a livello fonetico dalla sua pronuncia cinese.
Secondo le stime più recenti, il numero totale di kanji esistenti dovrebbe essere compreso all'incirca tra i 45000 e i 50000, ma di questi solo 2928 (i jōyō kanji, kanji di uso comune), di cui 983 per i nomi propri, possono essere utilizzati per la stampa.
Il fatto che esista un numero preciso di kanji utilizzabili per la stampa dimostra l'intenzione, in passato, di cancellare gradualmente l'uso degli stessi, sostituendoli con i kana (alfabeti sillabici).
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, infatti, si tentò di occidentalizzare il Giappone anche sotto questo aspetto: la lista dei kanji per la stampa partiva da soli 1850 caratteri.
L'uso degli ideogrammi, però, resistette, probabilmente per via delle peculiarità stesse della lingua giapponese tra le quali la ricchezza di omofoni.

L'uso dei soli kana renderebbe la comprensione dello scritto molto più ostica rispetto a quanto lo sia con il sistema attualmente in uso.
I Kanji rappresentano idee o parole piuttosto che sillabe, non è raro trovare kanji con il relativo spelling riportato sulle katane...per rendere comprensibile la pronuncia del kanji stesso.
Quando i kana hanno questo scopo prendono il nome di "furigana".
Inoltre, uno stesso kanji può essere pronunciato in diversi modi...ad esempio il kanji "sei" può essere letto come sei quando è all'inteno di sensei (maestro) o come u in umareta (io sono nato...).

Coraggio, Perseveranza, Predisposizione a fare grandi cose

Nell'immaginario del tattoo, specialmente in combinazione con l'acqua che scorre, la carpa simboleggia coraggio, predisposizione a fare grandi cose, a superare gli ostacoli.

La Carpa KOI è conosciuta, al di fuori del Giappone, come il pesce dai colori sfavillanti (bianco, oro, arancione, calico) che tanto affascina i collezionisti privati ma che può essere vista anche negli stagni pubblici.

In Giappone, la carpa è però uno dei simboli più affascinanti e popolari... Si dice che la carpa sia in grado di risalire agilmente le cascate e, se catturata, affronti la lama del coltello senza ombra di paura, così come un samurai affronta la lama nemica.

Un antica leggenda Cinese narra di una carpa, coraggiosa e perseverante, che riuscì a risalire la cascata situata sul "Dragon Gate" (lungo il Fiume Giallo), superando ostacoli e spiriti malvagi.
Gli dei, impressionati da tanto coraggio, la trasformarono in un dragone...cosicchè la carpa divenne in breve tempo il simbolo di chi aspirava a fare grandi cose, e che non aveva paura di affrontare le avversità.

In Giappone il 5 Maggio si festeggia il KODOMO-NO-HI (Festa dei Bambini). Dedicata in particolare ai bambini maschi, prende spunto dalla leggenda di un giovane e nerboruto ragazzo, Kintarou, che era riuscito con grande coraggio e forza di volontà a catturare a mani nude la gigantesca carpa che dominava il lago. Kintarou inoltre giocava con gli animali della foresta e montava un orso anzichè un cavallo.
Durante la festa fuori dalle case vengono esposte delle folkloristiche bandierine a forma di carpa e bamboline di Kintarou.

Fertilità, Benessere, Gioia
Divinità della musica proveniente dalle zone sud-occidentali degli Stati Uniti (mitologia indiana "Anasazi"), questo suonatore di flauto incurvato su se stesso (in una tipica posizione dell'antica danza) è simbolo di fertilità, prosperità, festosità e furbizia. Tuttoggi è venerato dai discendenti delle tribù Pueblo.

E' portatore di benessere e assicura successo nella caccia, nella coltivazione della terra e nella fecondazione, ragion per la quale il kokopelli viene talvolta rappresentato con un fallo di dimensioni enormi.

Nuova Vita, Crescita, Forza, Armonia

Koru è il nome Māori dato al germoglio della felce della Nuova Zelanda denominata Ponga e simboleggia nuova vita, crescita, forza e pace.

Dalla forma arricciata, a spirale, questo germoglio si erge verso la luce, e simboleggia l’inizio di una nuova vita, all’insegna del bene e della speranza.

È un simbolo integrante nel tatuaggio e nella scultura Māori…lo troviamo infatti anche sotto forma di sculture in osso.

Quando l'osso è portato sulla pelle, con il tempo assorbe colore. Per i Maori questo stava a significare che lo spirito del portatore entrava nel pendente. Quando qualcuno consegnava il proprio ciondolo a qualcuno, era bene che costui lo indossasse per un certo periodo di tempo in modo da infondere nell’oggetto anche una parte del proprio spirito.

In Nuova Zelanda il Koru è usato come logo della Air New Zealand e simbolo della flora locale

Fedeltà, Coraggio, Lealtà.

Il Lupo è un simbolo importante ricco di valenze mitologiche e spirituali presso molte e diverse culture del nostro pianeta.
I nostri cani sono discendenti dei Lupi e il rapporto tra uomo e lupo ha origini veramente antichissime.

Da sempre il Lupo è stato simbolo di ferocia e di astuzia ma allo stesso tempo anche di lealtà, coraggio e fedeltà a causa del suo forte attaccamento al branco.

La sua tendenza a muoversi sull'imbrunire ha spesso causato la sua associazione con il mondo delle ombre e degli spiriti.

Nel Mito Norvegese, il Lupo gigante Fenrir ha un ruolo di primo piano nella apocalittica fine di Asgard, sede delle divinità vichinghe, ed è simbolo del Caos che ingoia il sole all'estremità del mondo.

Gli antichi romani veneravano il Lupo per la celebre leggenda che vede i suoi fondatori, Romolo e Remo, allattati da una Lupa dopo essere stati abbandonati.
Il Lupo era anche animale sacro a Marte, dio della Guerra.

In America del Nord il Lupo è associato allo sciamanesimo ed è considerato un'animale guida dispensatore di saggi insegnamenti.
 

Men's Ruin - Rovina dell'uomo
Un classico del tatuaggio che vanta origni antiche.

La ROVINA DELL'UOMO rappresenta le cose che possono portare l'uomo alla rovina: Belle donne, gioco d'azzardo, alcool.
La forma classica rappresenta una donna seminuda (o nuda) adagiata in una coppa di vetro, una bottiglia di liquore e simboli del gioco d'azzardo (carte, dadi, denaro...).

Mjöllnir - Il Martello di Thor
Nella mitologia norrena Mjöllnir è il martello di Thor, il dio del lampo e del tuono, che lo usa come arma da lancio.
È un oggetto magico.
La sua proprietà è quella di ritornare sempre al suo padrone dopo aver colpito (a modo di boomerang) e quella di sprizzare scintille quando saetta nell'aria.

Questo martello da guerra, forgiato da Brok e Eitri, aveva un'enorme potenzialità distruttiva ed era simbolicamente associato al lampo. Se lanciato ritornava nelle mani del possessore dopo aver colpito la preda.
Soltanto Thor e suo figlio, Magni, erano in grado di sollevarlo.
Il racconto di come Thor venne in possesso di Mjöllnir viene narrato nel poema Thorsdrapa del XII secolo.

Il disegno in due dimensioni del Mjöllnir è un motivo decorativo ricorrente, usato per centinaia di anni all'epoca dei Vichinghi.
Molti lo riconoscono come simbolo di una religione pre-cristiana.

Era usato come amuleto (di protezione ad opera della divinità) e scolpito su pietre runiche e monumenti.

Niho Mano - Denti di Squalo
Niho Mano è un simbolo hawaiano che si presenta generalmente come due linee di triangoli una opposta all'altra (o riuniti a piramide).

Tradizionalmente è portato come bracciale dai maschi, ed il disegno vuole riprodurre la dentatura dello squalo.

Occhio di Buddha
Allontanare il Male, Forza Spirituale

Riportato spesso sugli Stupa (costruzioni di carattere religioso) il simbolo rappresenta gli occhi di Buddha che tutto vedono, ed è simbolo di protezione dal male.

Il punto tra i due occhi rappresenta il terzo occhio, simbolo di saggezza, forte presenza e prontezza spirituale.

Lo strano grafo presente in corrispondenza del naso è il numero uno scritto in sanscrito, a simboleggiare l'unità di tutte le cose e l'unica Via per arrivare all'Illuminazione, la Via del Buddha

Occhio di Horus
Protezione, Regalità, Colui che tutto vede
Nell’antico Egitto l’Occhio di Horus (che tutto vede) era simbolo potentissimo di regalità e di protezione, chiamato anche UTCHAT ossia ”Occhio della Perfezione” (Horus era il Dio della Preveggenza dalla testa di falco, figlio di Iside e Osiride, ed il suo occhio, perso in battaglia contro Seth, era stato risanato e potenziato da Toth, che vi aveva instillato anche poteri magici ).

Il simbolo fu trovato sotto il dodicesimo strato di bende sulla mummia di Tutankhamun, si pensava infatti che questo amuleto fosse di grande aiuto nella rinascita a nuova vita dopo la morte.

Ma si trovava anche all’ingresso delle abitazioni e sui sarcofagi, per contrastare il male e proteggere.

In base alle antiche tecniche di misurazioni egiziane, il disegno dell’occhio è composto da differenti frazioni ognuna con un suo significato:
- ½ rappresenta l’odore ( forma di naso al lato dell'occhio)
- ¼ rappresenta la vista e la luce (pupilla)
- 1/8 rappresenta il pensiero (sopracciglio)
- 1/16 rappresenta l’udito (freccia sul lato dell’occhio che punta verso l’orecchio)
- 1/32 rappresenta il gusto, il germogliare del frumento (coda curva)
- 1/64 tappresenta il tatto (piede che tocca terra) .
Insieme all'Ankh , l' Occhio della Perfezione è uno dei simboli egiziani più tatuati.

Ohm - Aum
L'Assoluto, l'Uno
Ohm (AUM, il suono della luce) è un simbolo sacro dell'Induismo e del Buddismo, ed è carico di significati esoterici.

E' una parola in sanscrito, pronunciata all'inizio e alla fine della lettura dei Veda (antiche Scritture Sacre dell'Induismo), rappresenta il divino e la potenza di Dio...è il simbolo-suono della realtà ultima.

E' l'Uno, l'Assoluto.
E' la parola che venne emessa da Dio nell'atto della crezione del mondo.

Immortale e inesauribile, è quindi espressione simbolica dello spirito creativo, il Verbo.

Le sue tre lettere rappresentano i tre stati dell'uomo (veglia, sogno e sonno proffondo), i tre stati del giorno (mattino, pomeriggio, sera), le tre facoltà ( azione, cognizione, volontà ).

L'ohm viene pronunciato durante le sedute di meditazione, per entrare in sintonia con la vibrazione dell'universo e diventare unica cosa con l'universo stesso.

AUM:
A - simboleggia la Creazione
U - simboleggia la Conservazione
M - simboleggia la Dissoluzione
 

Oni
Il Demone

Con ONI si identifica una delle creature spettrali più famose dell'immaginario nipponico, un demone (simile ai nostri orchi) violento ed aggressivo, spesso munito di corna, il cui aspetto può variare a seconda della raffigurazione che comunque rimane sempre molto vicina a quella di una maschera.

Il colore della pelle può essere rosa, rossa, blue.
Talvolta, nelle leggende, il demone si converte al buddismo e diventa un'entità benevola.

Nelle prime leggende gli oni erano creature benevole ritenute capaci di tenere alla larga spiriti maligni malvagi e malevoli e di punire i malfattori.
Durante l'era Heian il Buddhismo giapponese, che aveva già importato una parte della demonologia indiana (rappresentata da figure come i kuhanda, gaki e altri) incorporò queste credenze chiamando queste creature aka-oni ("oni rosso") e ao-oni ("oni blu") e facendone i guardiani dell'inferno o torturatori delle anime dannate. Alcune di queste creature erano riconosciute come incarnazioni di spiriti shinto.

Con il passare del tempo la forte associazione degli oni con il male contagiò il modo in cui venivano percepite queste creature e vennero ad essere considerate come portatori o agenti delle calamità.

I racconti popolari e teatrali iniziarono a descriverli come bruti stupidi e sadici, felici di distruggere. Si disse che gli stranieri ed i barbari fossero oni.

Oggigiorno sono variamente descritti come spiriti dei morti, della terra, degli antenati, della vendetta, della pestilenza o della carestia.

Non importa quale sia la loro essenza, gli oni odierni sono qualcosa da evitare e da tenere a bada.

Pantera
Coraggio, resistenza, combattività

La pantera è un membro delle famiglie del puma e del leopardo ed è un animale predatore che vive nel Medio Oriente e in alcune zone dell'Africa del nord.

E' un animale noto per la sua grande, selvaggia agilità ed in Cina è considerata uno degli animali più pericolosi.

Per le sue caratteristiche naturali, questo animale viene associato al coraggio, alla resistenza e ad una straordinaria abilità nel combattimento.

Il disegno più famoso della pantera, nel mondo del tattoo, è quello qui riportato, proveniente, curioso a dirsi, da un libro per bambini illustrato nel 1934 dall'artista Amund Dietzel di Milwakee
 

Pipistrello   Oscurità, Morte, Felicità, Fortuna
Tra gli animali rappresentati nei tattoo il pipistrello è probabilmente quello che incute maggior timore ed il più sinistro.

Nella cultura europea le leggende inquadrano il pipistrello come animale sporco, simbolo dell'oscurità e della morte.
Storie su demoni e vampiri che ne assumono le sembianze non fanno che rinforzare questa idea di negatività. In effetti i pipistrelli escono di notte ed evitano la luce del sole, ma di 900 specie di pipistrelli esistenti solo 3 succhiano il sangue, sangue di mucca dalla quale possono trarre nutrimento anche per 20 o 30 minuti, grazie allo speciale liquido anticoagulante che questi animali notturni secernono.

Tutte le altre specie si nutrono di frutta ed insetti....

I demoni delle antiche raffigurazioni cristiane hanno ali di pipistrello, in opposizione alle ali di uccello degli angeli.
Oltre a questo si aggiunga il fatto che le donne dovevano portare i capelli coperti in chiesa, a causa della credenza che i pipistrelli (e i demoni quindi) fossero attratti dai capelli delle donne.

Fortunatamente non sempre il pipistrello è visto come un mostro.

In Cina ad esempio è simbolo di felicità e buona fortuna...un'immagine con 5 pipistrelli rappresenta 5 tipi di felicità: pace, ricchezza, amore o virtù, lunga vita, morte felice (...).

Nella mitologia dei nativi americani ci sono interpretazioni contrastanti.

Il pipistrello è visto sia come simbolo di morte (per la sua natura notturna) sia come simbolo di rinascita (perchè dorme a testa in giù come il bambino prima della nascita).
Questa creatura rappresenta il bisogno di morire di una morte rituale prima di evolvere in un nuovo essere, ed era spesso un animale chiave nelle iniziazioni degli sciamani.

Da ultimo, citiamo il noto pipistrello di BatMan, ormai un vero e proprio marchio a se stante.
 

Poinsettia  Natale
La Stella di Natale, o Poinsettia, è un bellissimo fiore comunemente associato al Natale.

In America Centrale viene chiamato anche "Fiore della Notte Santa".

Di origine messicana, questo fiore è stato introdotto negli States più di 100 anni fa dal dottor Joel Poinsett, primo ambasciatore degli Stati Uniti in Messico.

La Leggenda

La leggenda messicana racconta di una ragazzina di nome Maria e del suo piccolo fratello Pablo, poverissimi ma sempre entusiasti all'approssimarsi del Natale.
Ogni anno nella chiesa del villaggio dove vivevano veniva allestito un bellissimo presepe, e i due bambini che adoravano il Natale erano sempre rattristati dal fatto di non poter donare alcunchè al Bambin Gesù.

Durante una vigilia, Maria e Pablo sedevano fuori dalla Chiesa aspettando l'inizio della funzione. Durante il tragitto avevano raccolto delle erbe che crescevano sul bordo della strada, e avevano deciso di donarle al Bambin Gesù del presepe.
Gli altri ragazzi nel notare la cosa cominciarono a prenderli in giro, ma i due poveretti sapevano di aver dato tutto ciò che potevano, e accettarono l'attacco senza reagire.

Così accadde che, non appena i due bambini appoggiarono i fiori vicino alla capanna, subito le erbe si trasformarono in scintillanti petali rossi, e ben presto la capanna era completamente circondata dai bellissimi fiori a forma di stella ... quegli stessi fiori che noi tutti oggi conosciamo come Stelle di Natale.
 

Porta fortuna e benessere
Il ratto ed anche i comuni topi sono stati sempre molto presenti nella vita popolare nipponica, nonostante la sua grande propensione a provocare danni. Ad esempio quando ai bambini, cadono i denti gli si augura che crescano forti come quelli dei ratti.
Con il passare del tempo il ratto è entrato a far parte dell'immaginario collettivo, come messaggero di Daikokuten, uno dei sette Dei della fortuna, che accorda e salvaguardia il benessere. Molto probabilmente questo è dovuto dal fatto che il ratto si trovava spesso nelle case e nei granai dove vi era una buona quantità di cibo, infatti il topo sia nelle stampe che nei tatuaggi tradizionali giapponesi viene rappresentato con monete d'oro e di argento oppure vicino a sacchi di riso che a sua volta fanno da sedie a Daikokuten.
Tra gli Ainu, le popolazioni autoctone del Giappone settentrionale, si narra che il topo venne creato da Dio per dare una punizione al demonio, dopo un alterco avuto con lui. Dio mettendo la mano dietro la schiena diede vita ad un topo, che subito azzannò la lingua del diavolo strappandogliela di netto; il principe delle tenebre infuriato fece accrescere talmente tanto il numero dei ratti che, pur di contrastare questo flagello, Dio fu costretto a forgiare il gatto. È per questo che i topi venerati non danno alcun fastidio all’uomo, quelli ignorati sono in grado di provocare il caos e danneggiare qualsiasi cosa. La furbizia del topo è raccontata in una delle fiabe più conosciute della cultura nipponica, l’origine dei dodici segni dello zodiaco, che trattando la genesi dei simboli dell’oroscopo cinese. La versione giapponese e quella cinese sono molto simili; si narra di una competizione istituita dal kami per decidere il capo degli animali, nella quale il topolino riesce, riconoscendo le proprie debolezze e sfruttando i punti di forza altrui, ad arrivare primo gabbando quello che da allora diventerà il suo più acerrimo nemico: il gatto.
 

Rosa
Bellezza, Primavera, Amore, Fertilità.
Nella cultura greco-romana, la Rosa rappresenta la Bellezza, la Primavera, l'Amore.

Nell'iconografia Cristiana la rosa è il simbolo dei martiri e, come regina dei fiori, è anche uno dei simboli privilegiati per indicare la Vergine Maria.

Il simbolo Mariano della rosa è ben illustrato da Dante nella sua descrizione del Paradiso, quando Beatrice lo invita a contemplare la Bellezza di Maria, Madre di Dio:
«Perché la faccia mia sì t'innamora, che tu non ti rivolgi al bel giardino che sotto i raggi di Cristo s'infiora?
Quivi è la rosa in che 'l verbo divino carne si fece; quivi son li gigli al cui odor si prese il buon cammino».
(Paradiso, 23, 71-75)

Nel MedioEvo, al tempo dell'Amore Cortese, la rosa diventa simbolo della Donna Amata.
Nel Rinascimento continua ad essere associata all'Amore e agli Amanti, ma allo stesso tempo il significato mariano viene rinforzato e reso popolare con la devozione al rosario, la preghiera formata da 150 "Ave Maria".
Il termine deriva dal latino "rosarium", nome dato alle opere che raccoglievano le punte di diamante degli insegnamenti.
Ogni rosario recitato è una rosa offerta alla Madonna.

La Rosa è anche simbolo della Bellezza e della Caducità della Vita.
"La vita è coma una rosa. La sua bellezza sfuma rapidamente..."
 

Rosetta del Borneo
Valore, Forza, Coraggio
Questo tatuaggio gode di grande popolarità nel Borneo, a sudest delle Filippine, dove ancora l'arte del Tattoo è praticata secondo tradizioni millenarie.
La piccola rosa del borneo viene tatuata sugli uomini (in genere davanti o dietro la zona delle spalle) degni di importanti riconoscimenti (per grandi imprese compiute nella caccia o in guerra).

Presso alcune tribù del Borneo Settentrionale, il tatuaggio di una stella sulla spalla o sul petto indica che il guerriero vanta la conquista di teste nemiche...se queste sono almeno tre si ha diritto alla stella tatuata sulla gola...altissimo riconoscimento

Scarabeo
Eterna Rinascita , Divenire, Manifestazione
La venerazione per lo scarabeo (Scarabeus sacer) è attestata già nell'Egitto predinastico (IV millenio a.C.), come risulta dal ritrovamento di giare contenenti scarabei nelle tombe dell'epoca.

Insetto coleottero, la femmina dello scarabeo è solita passare le ore diurne arrotolando sul terreno palline di sterco di animali, con meticolosità e tenacia. Le palline in questione sono poi interrate, dopo che l'insetto vi ha deposto le uova.
Le larve, successivamente, useranno lo sterco come fonte di sostentamento.
Gli antichi egizi erano affascinati dal comportamento di queste creature e la loro continua marcia a seguito della sfera diventa metafora del moto del Sole e della sua eterna rinascita ... e simbolo di resurrezione (gli antici credevano, infatti, che questo animale nascesse per autogenerazione).
Troviamo spesso, quindi, sculture e dipinti che rappresentano uno scarabeo che tiene il Sole sulle zampe anteriori, e non stupisce la naturale associazione di questo insetto con la divinità egizia del Sole Nascente: Khepri.
Potente amuleto per l'eterno ritorno alla vita, lo Scarabeo Alato era usato nei riti funebri.
Detto anche Scarabeo del Cuore, poiché veniva adagiato sul petto del defunto, nel lato piatto di questo scarabeo era incisa un' invocazione rituale (spesso si trattava del capitolo 30-B del Libro dei Morti):

«O cuore della mia essenza più intima! Non volgerti contro di me come testimonio davanti al tribunale, perché tu sei il Dio che è nel mio corpo, il Creatore che fa vivere le mie membra».

Tale invocazione serviva ad impedire al cuore di testimoniare contro il morto nel fatidico momento del giudizio... Per passare nell'Aldilà gli Egiziani dovevano infatti affrontare il giudizio di Osiride, il dio che, vinta la morte, era il simbolo di ciò che risorge.
Al cospetto di quarantadue divinità il defunto pronunciava la formula rituale attraverso la quale acclamava la sua innocenza.
Dopo la confessione il suo cuore, posto sul piatto di una bilancia, doveva pesare meno di una piuma posata sull'altro piatto.
La potenza magica dell'amuleto era indispensabile per far si che il cuore tacesse i suoi peccati più intimi, unico mezzo per permettere agli umani di meritare la fiducia degli dei.
Come geroglifico lo scarabeo ha il valore fonetico xpr, che, come verbo, significa, "essere creato", "divenire" e, come sostantivo, "forma", "apparizione", "manifestazione".

Giustizia, Virtù e Protezione dalle Forze del Male.
La storia della Spada è antichissima (comincia circa 3500 anni fa...) e innumerevoli sono le spade che si sono guadagnate un posto nella mitologia mondiale (una tra tutte Excalibur).
Nei tempi passati le spade erano forgiate a mano e chiamate per nome; la gente attribuiva a queste armi un'anima e talvolta anche poteri magici, indistruttibilità e sacralità.
La Spada è l'anima del valoroso cavaliere, che la porta sempre con se e la erge a simbolo del suo onore e della sua missione.

La Giustizia è sempre rappresentata con una spada (o con due, perchè con una difende, con l'altra minaccia e all'occorrenza punisce).
E' simbolo per eccellenza, il suo impiego richiede competenza e destrezza, e con nobili cerimonie viene cinta dai migliori cavalieri e attraversa la storia passando da padre in figlio di generazione in generazione.
Secondo gli antichi poeti portoghesi "La spada è l'anima del cavaliere e la fisionomia della spada è quella di chi la adopera".
San Galgano, non trovando legno per costruire una croce, ne ottiene una infiggendo la propria spada nella roccia, tramutando uno strumento di guerra in uno strumento di pace e speranza

SPQR

S.P.Q.R., le lettere tatuate sulla spalla di Massimo nel celebre film "Il Gladiatore", sono l'acronimo di Senatus Populusque Romanus, che significa letteralmente "Il Senato e il Popolo Romano".

La scritta veniva riportata sugli stendardi delle Legioni Romane ed era il nome ufficiale dell'Impero Romano.
Appare tutt'oggi sullo stemma della città di Roma.
 

Tao - Yin e Yang
Armonia e Pienezza
Simbolo taoista conosciutissimo, rappresenta l'equilibrio tra gli opposti nell'universo, che non possono fare uno a meno dell'altro.
Quando tra gli opposti c'è equilibrio, regna la calma, quando invece uno dei due prende il sopravvento, si genera il caos.
I due elementi che formano il simbolo sembrano rincorrersi in un moto perpetuo, a simboleggiare il continuo evolversi e trasformarsi dell'universo.

Secondo la Tradizione, Yin (o Ying, la parte scura) rappresenta il soffio che diede origine alla terra, mentre Yang (la parte chiara) simbolizza il soffio che diede origine ai cieli.
Yin - Il Femminile: Morbido, Freddo, Calmo, Introspettivo, Rigenerante, la Notte.
Yang - Il Maschile: Duro, Caldo, Energico, Inquieto, Aggressivo, il Giorno.
Poichè niente in natura è del tutto "bianco" o del tutto "nero", l'onda nera contiene una parte di bianco, e viceversa l'onda bianca contiene una parte di nero.

Tartaruga
Lunga Vita e Saggezza, Fertilità, Calma e Coraggio.

Capace di fuggire ai pericoli del mondo rintanandosi all'interno del suo guscio, la tartaruga è un animale nel quale in molti si identificano.
Ma è anche un animale che simboleggia la calma ed il procedere per gradi, parimenti simboleggia il coraggio, perchè per raggiungere i propri obiettivi la tartaruga deve necessariamente uscire dal guscio ed affrontare il mondo.
Per gli Indigeni del Nord America la tartaruga è uno dei più antichi simboli sacri.
Le antiche leggende vedono il Nord America adagiato sul guscio di un enorme tartaruga...si racconta infatti che la moglie del Padre Cielo fosse caduta attraverso un buco nel cielo...per evitare che affogasse il piccolo castoro si affrettò a portare in superficie una manciata di terra dal profondo dell'oceano, piazzandola sul guscio di una tartaruga. Il Nord America ancora oggi è chiamato dagli Indigeni "Turtle Island", l'Isola Tartaruga.
Sempre per le sue qualità, la tartaruga è anche simbolo di fertilità e di lunga vita.

Tigre
Forza, Potere, Passione, Sensualità

La Tigre è un simbolo potente in diverse culture ed è stata per molto tempo uno dei soggetti più tatuati nelle culture dell'India, della Thailandia, dell'Indonesia, della Cina e del Giappone.

La tigre è associata al Potere, alla Ferocia, alla Passione, alla Sensualità, alla Bellezza.

Si dice che incontrare una Tigre in sogno significhi che un nuovo potere od una nuova passione sono prossimi a svegliarsi dentro di noi.

In Asia la Tigre è associata al potere del Re, analogamente a quello che in Europa succede per il Leone. I Coreani considerano la Tigre il "Re degli Animali".
Nell'Induismo, il dio distruttore Shiva indossa una pelle di Tigre e cavalca egli stesso una Tigre.
In Cina le raffigurazioni della Tigre sono usate spesso per tenere lontani gli spiriti malvagi (diffusissime le sculture in pietra).

D'altro canto, la Tigre simboleggia anche la Distruzione e la Violenza, simbolo sia di vita che di morte.

Tigre e Dragone
Armonia, Unione Corpo-Spirito
La raffigurazione di una tigre che lotta con un drago è una variante tradizionale al simbolo dello Yin/Yang.

La Tigre (Yin) simboleggia il mondo fisico mentre il Drago (Yang) simboleggia il mondo spirituale.

Insieme rappresentano la dualità dell’universo e l’armonia instaurata tra gli opposti
 

Trilobo
ITrilobo: La Divinità , La Trinità

l trilobo è il simbolo formato da tre cerchi che si congiungono.

Il numero 3 è considerato un numero sacro in molte culture e religioni.

Il primo simbolo che potete vedere a lato è stato trovato sull’abito di un re-sacerdote indiano, raffigurato in una statuetta risalente all’incirca al 3000 a.C.

In ambito cristiano il simbolo rappresenta la Trinità, ed è spesso raffigurato all’interno di un cerchio, lo troviamo ricorrentemente nelle costruzioni architettoniche (soprattutto nelle finestre).

Oltre alla trinità, il disegno è usato anche anche come uno dei simboli associati ai quattro evangelisti.

Triquetra
Trinità, Il Ciclo Infinito della Vita

La triquetra è un antico simbolo celtico che simboleggiava una divinità femminile tripla, diventato poi nell'Irlanda cristiana un simbolo della Trinità.

Rappresenta anche il ciclo dell'infinito (il ciclo della vita), ma poco si sa delle effettive origini di questo simbolo.

Da Funbo, in Svezia, proviene un fruppo di rocce che riportano scolpite scritte runiche dell'undicesimo secolo.
Una di queste pietre riporta anche una triquetra.
Sulla pietra troviamo scritto: "Thane e Gunnar innalzarono questa pietra presso Vedr, il loro fratello" .
Comunque, il significato più comune oggi è legato alla cristianità. Il libro di Kells è uno dei manoscritti illustrati più belli mai prodotto nei monasteri celtici.
Scritto nell' 800 circa, contiene quattro Gospels in Latino, con molti ritratti riccamente elaboratie miniature.
Un piccolo triquetra decorativo appare a pagina 66 , ed è il primo esempio di uso del triquetra in ambito cristiano.

Il triquetra è usato anche presso alcuni gruppi neopagani e Wicca, dove rappresenta trinità quali vergine-madre-maga o terra-aria-acqua.

Nel tattoo può assumere questi ed altri significati e rimane comunque un simbolo dalla forma piacevole ed esemplare del filone celtico.

La geisha (迸迿, geisha?) o gheiscia è una tradizionale artista e intrattenitrice giapponese, le cui abilità includono varie arti, quali la musica, il canto e la danza. Le geisha erano molto comuni tra il XVIII e il XIX secolo, ed esistono tutt'oggi, benché il loro numero stia man mano diminuendo. Nel mondo moderno e soprattutto in Occidente vengono erroneamente considerate come prostitute.

Sensuale, furbo, astuto, estremamente manipolatore, maligno: i significati legati all’iconografia del serpente, da sempre, non hanno un granchè di positivo!

Sin dalla sua comparsa come “demoniaca bestia tentatrice”, il serpente è entrato nell’immaginario collettivo come incarnazione di malignità e negatività, eppure non è stato sempre così!

Nell’antica Grecia, ad esempio, il serpente era simbolo di conoscenza e di erudizione.

Nelle antiche popolazioni del sud America, aveva un significato mistico, poichè si riteneva che fosse un animale immortale: cambiando la pelle, con la muta, i Maya e gli Aztechi, ritenevano che rigenerasse il suo corpo così da non invecchiare mai e vivere in eterno!

Oggi, nel significato dei tatuaggi, il serpente è quanto mai scelto come simbolo di furbizia ed astuzia, ma spesso che sfociano nell’aggressività.

Tipicamente maschile, come tatuaggio, le donne lo scelgono molto di rado, poichè la sensualità trasmessa non è percepita come femminile, forse anche a causa della sua comunione con simboli di tipo fallico.

Resta comunque il fatto che i tatuaggi con serpenti come soggetto sono sempre molto richiesti e decisamente belli ed affascinanti!